Ministero della Giustizia, DGM, Ufficio Studi e Ricerche

L’Ufficio Studi, Ricerche e Attività Internazionale, Dipartimento Giustizia Minorile, Ministero della Giustizia, diretto dalla Dott.ssa Isabella Mastropasqua, ha realizzato numerosissime attività funzionali a prevenire e contrastare la criminalità minorile.

Tra le più rilevanti, segnaliamo per brevità quelle attivate negli ultimi anni:

A) STUDI E RICERCHE

  • Progetto “Gi.Gi. giovani e giustizia”
  • Progetto di ricerca “Stop the deviant careers of Juvenile Criminals (STOP-CAR)
  • Struttura sociale, selettività del sistema penale e realtà carceraria:
    un osservatorio sulla popolazione detenuta in Italia
  • Progetto di ricerca “New Vision of Minority Rights”
  • Programma Europeo Youth In Action
  • La variabile di genere all’interno della giustizia minorile
  • La mediazione penale e R.J
  • Policonsumo e nuove droghe
  • I minori e la criminalità organizzata
  • La condizione dei giovani adulti detenuti
  • Il consumo di stupefacenti tra i minori stranieri e risposte dei servizi
  • La devianza di gruppo
  • Gli atteggiamenti dei ragazzi ristretti nei confronti dei valori proposti dal trattamento
  • Gli osservatori locali sulla devianza minorile
  • Indagine sulle buone prassi nella giustizia minorile
  • La total quality negli interventi sulle tossicodipendenza in ambito penale minorile
  • La tutela della salute del minore sottoposto a misura privativa della libertà
  • Le problematiche psicopatologiche nei servizi penali minorili
  • Minori droga e criminalità organizzata
  • Prescrizioni e permanenza in casa – studio sull’applicazione degli articoli 20 2 21 d.p.r. 448/88
  • OIM – I minori stranieri che delinquono, le misure giudiziarie e gli interventi di riabilitazione

B) STUDI, RICERCHE E PROGETTI EUROPEI IN CORSO

  • Progetto di ricerca “Tools In Network (T.I.N.)” – Programma Europeo Leonardo
  • Progetto europeo “Family Roots” – Programma comunitario “Prevention and Fight against Crime
  • European Paths towards a culture of lawfulness for young offenders and young persons at risk of marginalisation
  • Progetto di ricerca sui minori abusanti
  • Progetto Juvcrime “Analisi di causalità del reato minorile a livello micro e macro economico e valutazione dell’impatto sul benessere individuale e sociale delle misure di intervento”
  • Restorative Justice and Crime Prevention

C) ATTIVITA’ INTERNAZIONALI

Crime Prevention Network (E.U.C.P.N.)
Rete Europea di prevenzione della Criminalità

  • Cultural mediation
  • Investigation of deviant behaviour by foreign minors in Italy and within the Juvenile Justice System
  • Conference on assistance to cross-border victimsin the European Union Stockholm, 4-6 september 2003
  • European Crime Prevention Network – Sottogruppo Youth Crime – Vienna, 12 dicembre 2003
  • COUNCIL DECISION of 28 May 2001 setting up a European crime prevention network
  • Rules of procedure for the European Crime Prevention Network
  • The Haugue Programme
  • Good pratiche methodology
  • Tampere European Concil October 1999
  • Lussemburgo 2436° Council
  • Linee Crime Prevention 2004

D) CENTRO EUROPEO DI STUDI – C.Eu.S. – DI NISIDA

Il Centro Europeo di Studi di Nisida nasce come Servizio finalizzato alla ricerca, monitoraggio e approfondimento dei fenomeni di devianza giovanile in Europa.
Le attività del Centro Studi mirano a costruire un sistema di “conoscenza condivisa” sul funzionamento della giustizia penale minorile in Europa di supporto alla programmazione delle politiche legislative e di prevenzione sociale della criminalità minorile.
Il Centro Europeo di Studi di Nisida ha avviato il lavoro di comparazione dei sistemi legislativi, delle politiche sociali e di giustizia di contrasto alla criminalità minorile nei vari Stati. Tra gli obiettivi primari del Centro Studi vi è la realizzazione di un Osservatorio Europeo permanente sul fenomeno della devianza penale minorile.
Aperto ai servizi e agli operatori sociali, l’Osservatorio costituirà un laboratorio di studio e di approfondimento sulle legislazioni, sulle esperienze e sulle buone pratiche di intervento realizzate negli stati membri.